domenica 27 marzo 2011

Antartide , cosa nasconde il lago Vostok?

Il lago Vostok, scoperto solo nel 1974 si trova a quasi 3600 metri sotto i ghiacci dell'Antartide. Una spedizione russa sta perforando il ghiaccio per giungere  al lago ed effettuare lo studio dell'ambiente incontaminato  da  30 milioni di anni di anni . Il rischio è che il contatto con l'ambiente esterno  possa contaminare questo ambiente straordinario.
Per avere un quadro più esaustivo, potete cliccare a questo indirizzo LAKE VOSTOK STUDY per accedere  allo studio della prestigiosa US National Science Foundation effetuato sul lago Vostok nel 1998.

"Un'immensa distesa di acqua dolce sotterranea. Un lago lungo 280 Km "dorme" profondamente - è proprio il caso di dirlo - a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud e rischia un brusco risveglio. 
Antartide: un ghiacciaio  Si chiama Vostok: scoperto nel 1974, è stato studiato e misurato soltanto nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all'analisi di dati sismici, che hanno rivelato le sue dimensioni e hanno permesso di riconoscerlo come il lago più esteso dei 70 scoperti finora nella regione orientale dell'Antartide, ma soprattutto come il depositario del cuore di ghiaccio più profondo del pianeta.

La stazione russa di Vostok, posta in prossimità del lago, che già in passato aveva detenuto il primato di aver registrato la temperatura più bassa mai misurata sulla Terra (-126.9 gradi Fahrenheit, che corrispondono a - 52.7 gradi Celsius), ha ospitato il progetto statunitense, francese e russo che, tramite trivellazioni, ha raggiunto il ghiaccio sovrastante il lago, a una profondità di 3623 metri (a questo proposito, si veda la Home Page dello SCAR, Scientific Committee on Antartic Research).
Per evitare di inquinare l'ambiente lacustre, le operazioni sono state deliberatamente sospese a soli 120 metri dal lago, che rimane tutt'oggi inesplorato. I ricercatori hanno stimato fino a 30 milioni di anni il periodo di isolamento del lago. Periodo che potrebbe finire, se saranno trovati i fondi per finanziare il progetto di cui si è discusso recentemente in un congresso a Cambridge in Inghilterra e anche in un precedente meeting a Washington, organizzato dalla National Science Foundation"


sabato 19 marzo 2011

Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie.


Scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie. Il fungo entra negli insetti e ne "controlla” la mente ai propri fini prima di ucciderli. Poi si trasmette dai cadaveri ad altri insetti sani. Oltre alle formiche anche vespe, mosche e grilli possono essere attaccati.Una "ramificazione" della nuova specie di fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani spunta dalla testa di una formica "zombie" nella foresta pluviale brasiliana.

Considerato all'inizio come una singola specie, Ophiocordyceps unilateralis, questo tipo di fungo in realtà ne conta quattro, e tutte sono in grado di "controllare” la mente delle formiche.

Quando la specie infetta una formica, prende il sopravvento sul suo cervello, poi appena l'insetto si sposta in un luogo ideale per il fungo in cui crescere e disperdere le sue spore, lo uccide.

Le quattro specie di fungo vivono nella foresta pluviale atlantica del Brasile, che, racconta l'entomologo della Penn State University David Hughes, responsabile della ricerca, sta cambiando rapidamente a causa del riscaldamento climatico e della deforestazione.

Hughes e colleghi hanno fatto la scoperta notando l'ampia diversità di crescita fungale che spuntava dagli insetti morti, come racconta lo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE.

"Siamo tentati di ipotizzare che ogni specie di fungo abbia una propria specie di formica a cui si è adattato in modo particolare", dice Hughes.

"Questo significa che esiste la possibilità che nella foreste tropicali di tutto il mondo vi siano decine e decine di specie in attesa di essere scoperte", dice.

sabato 12 marzo 2011

Giappone - Avvistamento UFO durante il terremoto. Ma si tratta di un elicottero.


 Dall'analisi del filmato successivo in alta definizione, si può notare che  l'oggetto bianco, è un elicottero che passa a bassa quota. Sono caduto anche io nel tranello della bassa definizione.

giovedì 10 marzo 2011

Incredibile moria di pesci, a milioni nel porto di Redondo Beach a King Harbor (CA


Incredibile moria di pesci, a milioni nel porto diRedondo Beach a King Harbor (CA) USA , dove milioni di sardine, acciughe e sgombri sono comparsi improvvisamente, saturando completamente la superficie del mare. Qui sopra potete osservare le immagini tratte da un telegiornale locale. la cosa che sembra incredibile è che nonostante il numero impressionante di carcasse, dall'acqua non sale nessun cattivo odore.

Strane fratture nella Terra, cosa sta accadendo?

Una grande frattura nel terreno si è formata lo scorso 26 febbraio in Perù,  con misure di tutto rilievo ,  100 metri di larghezza e tre chilometri di lunghezza. La frattura  ha causato confusione tra i residenti del quartiere Huacullani in provincia Chucuito, dipartimento di Puno. Il locale Dipartimento di Geologia non ha collegato la frattura ad alcun evento sismico.

Ed ecco , ochi giorni fa in Pakistan nella regione del Gulistan , si è aperta inspiegabilmente una lunga frattura nel terreno, qui sotto potete vedere un video girato in loco....direi impressionante.



domenica 6 marzo 2011

Passo Fadalto e Val Lapisina in Veneto, scossi da strani boati sotterranei (4)


VITTORIO VENETO- Sembra giungere verso una spiegazione il fenomeno dei boati registrati dallo scorso ottobre in Fadalto.

In occasione del vertice regionale di questa mattina a Marghera, al quale ha partecipato per il comune di Vittorio Veneto l'assessore alla Protezione Civile, Mario Rosset, è emerso che «non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico» per i boati registrati in Fadalto. Una conclusione a cui i tecnici del  Centro Ricerche Sismologiche di Udine sono giunti analizzando i dati rilevati dai sismografi posizionati in Val Lapisina e confrontandoli con i parametri precursori di un'attività sismica.
«Oggi - spiega l'assessore Rosset - siamo giunti all'atteso verdetto. Grazie alla lettura dei dati da parte degli esperti è stato escluso in modo categorico una correlazione tra i boati del Fadalto e un evento sismico. Sappiamo che la zona è a rischio sismico e per di più è stata compromessa negli anni da una frana e dall'azione dell'uomo, per questo continueremo il monitoraggio».
Con gli ultimi dati raccolti, i tecnici del CRS hanno individuato che la profondità da cui si generano boati e vibrazioni è stimata fra i 500 e i 600 metri, più superficiale rispetto al chilometro di cui si parlava nelle settimane scorse. L'area da cui hanno origine ha un diametro di circa 1,5 km con centro in prossimità di Fadalto Basso.
Dallo scorso 26 gennaio, giorno in cui è stato posizionato il primo sismografo mobile da parte del CRS di Udine, sono 346 le scosse registrate, 12 delle quali sono state percepite dai residenti. Un fenomeno che nelle ultime due settimane, precisa la Protezione Civile regionale, si è attenuato con un numero di eventi giornalieri compresi tra 5 e 10.
La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell'acqua e i colpi d'ariete, sempre dovuti alla pressione dell'acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all'origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell'autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata - ricorda l'assessore Mario Rosset - ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell'autunno. I tecnici oggi hanno parlato di "idro-clac", ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell'acqua».
Continuerà anche nelle prossime settimane l'attività di monitoraggio del territorio con i sette sismografi del CRS e i cinque installati dal CESI per conto dell'Enel, registrazioni che vengono trasmesse al centro di Udine in tempo reale via SMS. «Quando il fenomeno dei boati si scemerà - aggiunge Rosset - è stato deciso di non togliere tutti i sismografi, ma di mantenerne uno in Val Lapisina».
«L’attività di controllo e di studio - fa sapere la Protezione Civile regionale - proseguirà per migliorare le conoscenze sulla struttura del sottosuolo e sulle modalità di propagazione delle onde sismiche nella zona del Fadalto. Continueremo a tenere d'occhio la situazione, proseguiremo nell'attività di informazione e allertamento delle strutture e delle istituzioni preposte, perchè, al di là del fenomeno di questi mesi, l'area è zona sismica 2».

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